Come evitare che un sito Web diventi inattivo

Impedire che un sito web smetta di funzionare richiede una strategia complessa e un certo impegno, ma vale la pena mitigare i rischi di perdita di conversioni e le penalità SEO associate ai tempi di inattività.

Obiettivi di apprendimento

Dopo aver letto questo articolo sarai in grado di:

  • Capire cos'è il tempo di inattività e perché è importante
  • Illustrare le cause dei tempi di inattività

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Cos'è il tempo di inattività?

Sul web, il tempo di inattività è un periodo in cui un sito web non è disponibile a tutti o ad alcuni dei suoi utenti. Durante i periodi di inattività, gli utenti che tentano di accedere al sito potrebbero essere reindirizzati a una pagina di errore, oppure visualizzare una pagina di errore generata dal proprio browser. Questi periodi di inattività possono comportare sanzioni rapide per il sito, tra cui la perdita di conversioni e persino un calo nel posizionamento nei motori di ricerca (SEO).

Perché i siti web cessano di funzionare?

  • Manutenzione dell'host: a volte, gli host Web devono eseguire interventi di manutenzione sui server che ospitano i file dei siti Web e questa attività può provocare dei periodi di inattività. Con un buon host, i tempi di manutenzione devono essere annunciati in anticipo, durare poco, ed essere programmati durante i periodi di bassa attività.
  • Server sovraccarichi: i server possono gestire solo un numero limitato di richieste contemporaneamente e i picchi di traffico possono sovraccaricarli, impedendo agli utenti di accedere a un sito. In alcuni casi, le società di hosting utilizzano un approccio multi-tenancy, ovvero ospitano più siti su un singolo server. Con la multitenancy, un picco di traffico verso un sito può causare tempi di inattività a un altro sito totalmente indipendente.
  • Malfunzionamenti dell'hardware: sebbene i server di hosting siano generalmente custoditi in ambienti protetti e controllati, può capitare che vadano in avaria o si guastino. Le ventole possono rompersi, i dischi di memorizzazione possono danneggiarsi, e interruzioni di corrente o disastri naturali possono mettere fuori uso interi datacenter. Senza un piano di riserva, questi malfunzionamenti possono causare tempi di inattività prolungati.
  • Attacchi dannosi: i siti possono anche essere messi offline tramite attacchi di tipo distributed-denial-of-service (DDoS), e mediante altri tipi di attacchi. Gli attacchi DDoS mirano a sovraccaricare deliberatamente di traffico deliberatamente un sito web, in modo da impedire la normale erogazione di un servizio. Gli attacchi più perniciosi prevedono l'uso della forza bruta o altri mezzi per ottenere l'accesso al registrar o agli account di hosting associati al sito. Gli aggressori utilizzano quindi questa autorizzazione contraffatta per disattivare o modificare il sito web.
  • Bug di programmazione: la funzionalità di un sito dipende dalla corretta esecuzione del suo codice, e la presenza in esso di anche un solo errore può mettere il sito fuori uso. Alcuni bug non si attivano fino a quando non si verificano determinate condizioni, molto rare; essi sono noti come "casi limite". Questi bug possono non manifestarsi fino a diverse ore o persino giorni dopo che il codice difettoso è stato rilasciato.
  • Domini scaduti: quando la registrazione del nome di dominio di un sito scade, il registrar interrompe il collegamento tra l'indirizzo IP di quel sito e il nome di dominio. Una volta rotto il collegamento, gli utenti non possono più accedere al sito utilizzando quel nome di dominio.

Come evitare i tempi di inattività

Sebbene sia difficile ottenere un tempo di attività del 100% (persino Google e Facebook occasionalmente incorrono in questo problema, per svariate cause), chi gestisce un sito web può senz'altro adottare alcune misure per contenere al minimo il tempo di inattività. Di seguito presentiamo alcune strategie volte a massimizzare la disponibilità.

Scegliere l'host e il piano di hosting corretti

Sebbene problemi come la manutenzione non pianificata del server e i guasti hardware possano interessare qualsiasi host, alcuni vantano tempi di attività superiori rispetto ad altri. È possibile reperire online vari confronti dei tempi di attività di diversi provider di hosting; la scelta di un host con un eccellente storico migliora le possibilità che un sito rimanga attivo. Anche la scelta di un host che offra un buon servizio di monitoraggio è importante; il primo passo per ridurre i tempi di inattività è essere consapevoli della loro esistenza.

È opportuno evitare i piani di hosting con limiti di utilizzo rigidi. Alcuni provider applicano ai propri utenti dei limiti di larghezza di banda giornalieri o mensili. Questo significa che un picco di traffico, anche se non sufficientemente grande da sovraccaricare un server, può comportare la sospensione dell'account da parte dell'host e la messa offline del sito. Per non incorrere in interruzioni di servizio, è più sensato optare quindi per piani di hosting con larghezza di banda illimitata o con tariffe a consumo in caso di superamento del limite stabilito.

Alcuni host offrono anche piani di failover (o ridondanza). Ciò significa che se il server che ospita il sito si guasta, l'host inizierà automaticamente a ospitare quel sito da un server differente. Questa è una buona protezione contro i tempi di inattività ricollegabili all'host. È importante notare che un buon piano di failover utilizzerà server in posizioni fisiche diverse. Se i server di failover si trovano tutti nello stesso datacenter dell'host originale, non saranno di grande aiuto durante un'avaria che interessa l'intero datacenter, come ad esempio un'interruzione di corrente.

Abilitare la protezione dagli attacchi DDoS

Molte organizzazioni scelgono di proteggersi da attacchi DDoS solo dopo aver subito un attacco che ha causato loro notevoli tempi di inattività. I servizi di mitigazione degli attacchi DDoS possono essere attivati proattivamente, per assicurare che gli attacchi vengano gestiti rapidamente e i tempi di inattività siano ridotti al minimo.

Seguire le prassi consigliate per il web development

Per ridurre al minimo il rischio che i bug nel codice mandino in crash un sito, è opportuno che gli sviluppatori assumano alcune semplici precauzioni. Sviluppare in un ambiente locale, utilizzare il controllo del versionamento e testare immediatamente tutte le modifiche di produzione a un sito, inclusi i casi limite, contribuisce a ridurre il rischio che dei bug di produzione mandino in crash un sito.

Scegliere il registrar corretto

Alcuni registrar sono più clementi di altri quando si tratta di scadenze dei nomi di dominio. I migliori registrar per la massimizzazione del tempo di attività sono quelli che informano adeguatamente i propri clienti della prossima scadenza dei loro domini, e concedono ampi "periodi di grazia" allo scoccare della scadenza. Per ulteriori informazioni su come prendere questa decisione, consulta Come scegliere il miglior registrar di nomi di dominio.

Utilizzare una CDN

Le reti di distribuzione dei contenuti (CDN) memorizzano i dati dei siti web sul perimetro di rete e sono in grado di fornire agli utenti i file memorizzati temporaneamente nella cache senza contattare il server di origine di un host. Le CDN possono aiutare a fornire copertura durante brevi interruzioni di servizio mandando online il sito dalla cache, anche se il server di hosting non risponde.

Bisogna tenere a mente che la CDN coprirà solo brevi interruzioni di servizio, poiché i file di un sito memorizzati nella cache hanno un Time To Live (TTL). Successivamente, la CDN contatterà di nuovo il server host per richiedere una nuova copia del file. Questo Time To Live (TTL) è in genere compreso tra 30 secondi e cinque minuti.

Vigilanza attenta

Essere consapevoli dei tempi di inattività è fondamentale per le attività di mitigazione. Oltre al monitoraggio fornito da un provider di hosting, è consigliabile avvalersi un servizio indipendente di monitoraggio dei tempi di attività. Questi servizi possono inviare avvisi agli sviluppatori non appena un sito web smette di funzionare, indipendentemente dal motivo.